Dubbi di aria fritta sui Pdl Querele temerarie e Segreto professionale 

Pubblicato: Martedì, 06 Novembre 2018 Stampa

di Romano Bartoloni

Al Senato sono stati presentati 2 pdl senza precedenti a sostegno del diritto/dovere di cronaca: equo risarcimento ai giornalisti per le querele temerarie, nonché tutela del segreto professionale. Se mai fossero approvati da un ampio fronte parlamentare, come si augura la Fnsi, rivoluzionerebbero i rapporti fra i poteri e i mass media.

Allo stato dei fatti con alle spalle 25anni di riforme bruciate proprio in Parlamento, le proposte formulate dal Movimento 5stelle, suscitano dubbi di aria fritta e rifritta avendo più le sembianze di un sasso tirato nella piccionaia della politica, piuttosto che il lancio di misure libertarie. Che sono sempre state osteggiate da veti incrociati e, alla fine, affossate quando sono arrivate alla stretta finale della legislatura in barba a sentenze inequivocabili della Corte europea dei diritti e della Cassazione.

Pare addirittura uno specchietto per le allodole prospettare indennizzi fino al 50% delle assurde pretese milionarie per cause infondate al 90%, quando gli indennizzi annunciati sono stati sempre risibili (anche 1000 euro) per non depotenziare la forza del ricatto intimidatorio sui giornalisti.

Realizzerebbe un sogno utopistico e fantascientifico l’altro pdl sulla tutela del segreto professionale. Mai nemmeno ventilato perché susciterebbe il finimondo. Nientepopodimeno si assicurerebbe l’inviolabilità delle fonti di informazione rafforzando il diritto di cronaca e la critica giornalistica. Non si pretenderebbe la luna legislativa poiché si prospetta di trattare i cronisti alla pari con i medici, gli avvocati e persino le levatrici. La soluzione indicata è in un emendamento al comma 3 dell’art 200 del Codice di procedura penale per riscattare un segreto professionale dimezzato a discrezione dei giudici benché tutelato dalla legge sull’Ordine e dal Consiglio europeo.

Protagonisti fin dagli anni ‘90 di una rivendicazione libertaria con dettagliate proposte congressuali, che oggi sono patrimonio di tutte le organizzazioni rappresentative della categoria, il Sindacato cronisti romani assieme all’Unci ne ha  realizzato un dossier con il quale si documenta come governi e forze politiche abbiano alimentato nel tempo illusioni con provvedimenti che si sono persi lungo la strada perché quasi sempre taroccati e ideati per gettare fumo negli occhi.

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