{"id":80,"date":"2017-10-13T00:00:00","date_gmt":"2017-10-12T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/2017\/10\/13\/campidoglio-niente-veri-tagli-ai-rami-secchi-delle-partecipate\/"},"modified":"2017-10-13T00:00:00","modified_gmt":"2017-10-12T22:00:00","slug":"campidoglio-niente-veri-tagli-ai-rami-secchi-delle-partecipate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/2017\/10\/13\/campidoglio-niente-veri-tagli-ai-rami-secchi-delle-partecipate\/","title":{"rendered":"Campidoglio, niente veri tagli ai rami secchi delle partecipate"},"content":{"rendered":"<div class='booster-block booster-read-block'>\n                <div class=\"twp-read-time\">\n                \t<i class=\"booster-icon twp-clock\"><\/i> <span>Read Time:<\/span>4 Minute, 46 Second                <\/div>\n\n            <\/div><h3>Debiti miliardari per Atac, Ama e sorelle&nbsp;<\/h3>\n<p>I conti non torneranno mai in Campidoglio (13 miliardi di debiti che ci costano un mutuo di 600milioni l\u2019anno) senza recidere alle radici la principale causa storica del disastro finanziario: il carrozzone delle cosiddette societ\u00e0 partecipate con debiti complessivi per 2,8 miliardi di euro, e con Atac e Ama in fondo nel baratro. Troppo blanda la cura proposta, in questi giorni, dalla Giunta Raggi che spunterebbe briciole di risparmi per 90milioni, lasciando praticamente le cose come stanno. Forse qualcuna delle partecipate di minor peso ne uscir\u00e0 con le ossa rotte, ma non saranno cancellate n\u00e9 eliminate, n\u00e9 tagliate, n\u00e9 rottamate, insomma, di fatto, non chiuderanno bottega.&nbsp;<br \/> In cima ai pensieri della Sindaca fin dalla campagna elettorale e da quando si \u00e8 insediata, alla fin fine l\u2019operazione annunciata a caratteri cubitali si sta rivelando deludente. La montagna ha partorito il topolino del \u201criordino, riassetto, riorganizzazione, accorpamenti, integrazioni, alleanze sinergiche\u201d, comunque con cessioni e liquidazioni camuffate, e senza mandare a casa nessuno dei 37 mila dipendenti in base a un\u2019intesa raggiunta con i sindacati. Non saranno toccati n\u00e9 posti di lavoro n\u00e9 retribuzioni, \u201cperch\u00e9 la riorganizzazione delle societ\u00e0 \u2013 si assicura in un comunicato capitolino del 2 ottobre scorso \u2013 non comporter\u00e0 esuberi di personale e sar\u00e0 garantito il rispetto dei livelli salariali derivanti dal contratto salariale e dagli integrativi\u201d. Tanto \u00e8 risaputo che, anche se ci fossero, gli eventuali esuberi non potrebbero emigrare automaticamente fra i capitolini doc ridotti a 23mila dopo anni di giro di vite fra prepensionamenti e cassa integrazione.&nbsp;<br \/> Nel presentare il \u201cpiano di razionalizzazione\u201d della sua Giunta, la Sindaca Virginia Raggi ha messo sotto accusa un passato di affarismo clientelare contestando l\u2019esistenza di \u201cuna galassia di partecipate di primo e secondo livello, la cui attivit\u00e0, nella maggioranza dei casi, non era correlata allo svolgimento delle funzioni istituzionali dell\u2019Amministrazione. Aziende che in passato venivano usate pi\u00f9 che altro come strumenti per consolidare il consenso, per moltiplicare poltrone e clientele\u201d. Alla prova dei fatti, il piano pi\u00f9 atteso del suo programma si propone come un\u2019 indolore operazione trasformistica, anche se decantato buon \u201cfrutto del lavoro congiunto dell\u2019assessorato alla riorganizzazione delle partecipate, del Dipartimento partecipazioni, del gruppo di lavoro appositamente istituito e degli altri assessorati competenti\u201d. Un piano che si assicura erede del progetto comunale \u201cSalva Roma\u201d del 2014, reiterato nel 2015, e allora previsto con vistose cure dimagranti, nonch\u00e9 in sintonia con la legge Madia che vieta, per\u00f2, la sopravvivenza alle societ\u00e0 in perdita.&nbsp;<br \/> Dopo tante promesse e proclami, il risultato raggiunto \u00e8 insignificante, rimane assai lontano dagli scopi prefissi di rimuovere una palla al piede dell\u2019amministrazione cittadina. Nella sostanza, prevede una riduzione delle societ\u00e0 partecipate (quelle valutate!) da 31 a 11 con un risparmio di 90milioni. Briciole, un\u2019inezia anche solo davanti il buco nero dell\u2019Atac che raggiunge 1,3miliardi. Diversamente dalla sua \u201csuccessora\u201d, il tanto bistrattato Sindaco Marino era entrato nell\u2019ordine delle idee di cominciare a fare sul serio, chiudendo baracca e burattini. Nel suo sito personale, ricorda di averci provato con delibera del marzo 2015 nell\u2019intento di liberarsi di societ\u00e0 strategiche come Centrale del Latte, ente Eur, Assicurazioni con una previsione di risparmio iniziale di 150 milioni. A conferma delle sue buone intenzioni, prometteva che il Comune sarebbe tornato a fare il Comune, perch\u00e9 l\u2019amministrazione pubblica \u201cnon deve vendere fiori, macellare carne, distribuire farmaci, occuparsi di assicurazioni e di societ\u00e0 immobiliari\u201d. Viceversa, la voce ufficiale, e mai smentita, del web capitolino, continua a spiegare imperturbata che Roma capitale ha mano libera in tutti i campi della citt\u00e0, partecipando \u201cdirettamente o indirettamente ad una pluralit\u00e0 di societ\u00e0 e di altri organismi che costituiscono il cosiddetto Gruppo Roma capitale.\u201d E ancora: \u201cTali strutture operano prevalentemente nei comparti dei servizi pubblici in materia di risorse idriche ed energetiche, di igiene urbana e di gestione del ciclo dei rifiuti, di mobilit\u00e0 e di trasporti\u201d e inoltre \u201cnei settori dell\u2019ingegneria e dello sviluppo territoriale, della strumentazione e gestione delle infrastrutture, dei tributi locali, della cultura, dell\u2019assistenza socio-sanitaria e dei servizi assicurativi\u201d.&nbsp;<br \/> Nei fatti, i tentacoli del \u201cGruppo Roma capitale\u201d esautorano l\u2019amministrazione capitolina di poteri e funzioni istituzionali affidati per legge. Un esempio per tutti? Ridotti a quattro comparse i gloriosi giardinieri comunali, i parchi pubblici, abbandonati all\u2019incuria, sono diventati giungle impraticabili e a rischio stupri, con piante inselvatichite, con fioriere distrutte, e con invasioni di mosche e zanzare.&nbsp;<br \/> Nell\u2019elenco del portale capitolino intruppate sotto l\u2019etichetta ufficiale \u201cGruppo Roma capitale\u201d figurano attualmente 38 organismi (31 societ\u00e0, 5 fondazioni e 2 istituzioni). Ai quali si affiancano, nel portafoglio dell\u2019azionista comunale, una nebulosa di controllate, enti, istituzioni, spa, in house, multi utility, consorzi ecc, in totale 140 secondo un\u2019inchiesta del giornalista Sergio Rizzo. Allo stato dell\u2019arte, tante resistenze ed incertezze sembrano scoraggiare l\u2019impresa di riabilitazione e di riscatto di un Comune che, da decenni, ha scaricato nelle mani di terzi i propri compiti: servizi, lavori, opere pubbliche, una volta assolti e realizzati in forma diretta e oggi polverizzati extra moenia. L\u2019andazzo \u00e8 cominciato nel 1993 cavalcando la grande occasione offerta ai Comuni con la legge sull\u2019elezione diretta del Sindaco (allora Francesco Rutelli), e sulla maggiore autonomia finanziaria delle amministrazioni territoriali. 24 anni fa, le municipalizzate romane erano quattro: Atac, Stefer ( trasporti regionali), Acea (acqua e luce) e Centrale del Latte.&nbsp;<br \/> In questo quarto di secolo, poteri e sottopoteri, caste gerarchiche e burocratiche sono proliferati all\u2019ombra della pubblica amministrazione, fertilizzando il terreno per le incursioni disoneste. Risultato: pascoli aperti per gli imbroglioni, porte spalancate a mafia capitale, collasso finanziario dell\u2019ente locale, degrado e declino della citt\u00e0. (13\/10\/2017)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Debiti miliardari per Atac, Ama e sorelle&nbsp; I conti non torneranno mai in Campidoglio (13 miliardi di debiti che ci costano un mutuo di 600milioni l\u2019anno) senza recidere alle radici la principale causa storica del disastro finanziario: il carrozzone delle cosiddette societ\u00e0 partecipate con debiti complessivi per 2,8 miliardi di euro, e con Atac e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[21],"tags":[],"class_list":["post-80","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-archivioarticoliprecedenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=80"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=80"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=80"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=80"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}