{"id":751,"date":"2002-12-12T00:00:00","date_gmt":"2002-12-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/2002\/12\/12\/anche-i-cronisti-quasi-centenari\/"},"modified":"2020-08-26T00:52:13","modified_gmt":"2020-08-25T22:52:13","slug":"anche-i-cronisti-quasi-centenari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/2002\/12\/12\/anche-i-cronisti-quasi-centenari\/","title":{"rendered":"ANCHE I CRONISTI QUASI CENTENARI"},"content":{"rendered":"<div class='booster-block booster-read-block'>\n                <div class=\"twp-read-time\">\n                \t<i class=\"booster-icon twp-clock\"><\/i> <span>Read Time:<\/span>21 Minute, 5 Second                <\/div>\n\n            <\/div><p>1909, nasce il Sindacato cronisti romani all&#8217;insegna dello spirito di servizio per i colleghi e per la citt\u00e0 con la promozione di storiche manifestazioni: l&#8217;organizzazione del &#8220;Cinquantenario di Roma capitale&#8221; e delle prime esibizioni di aeromobili, la prima rassegna del &#8220;Melodramma muto &#8221; all&#8217;alba del cinema, la gestione dell&#8217;Esposizione etnografica&#8221; in piazza d&#8217;Armi, e il concorso &#8220;La Reginetta di Roma&#8221;.<br \/>\n1945, rinasce nei cronisti la voglia del loro sindacato che era stato sciolto dal fascismo. L&#8217;ammaina bandiera, imposto da Mussolini, aveva trovato alla testa del SCR un comitato di presidenza composto da Enzo Rossi, Umberto Ferraro e Alberto Gasco. L&#8217;ultimo segretario del vecchio sindacato diventa il primo segretario del nuovo. E&#8217; Enrico Durantini, il popolare Righetto, che ha lasciato una traccia indelebile nella storia del sindacato, della citt\u00e0 (primo capo ufficio stampa del ricostituito Comune), e persino nella toponomastica (come poi i grandi presidenti Guglielmo Ceroni e Vittorio Ragusa ai nostri giorni).<br \/>\n27 gennaio 1946 ore 12, palazzo Marignoli, la prestigiosa sede dell&#8217;Associazione stampa romana in piazza San Silvestro\/via del Corso, tiene a battesimo la rinascita ufficiale. Un anziano sindacalista e testimone del primo SCR, Pietro Scarpa ne diventa presidente, passando la mano un anno dopo a Righetto. Negli anni bui della censura e del silenzio stampa, a tenere viva la fiammella dei ricordi e dei valori del SCR furono gli anziani della nera Mangano, Sarti, Bozzani, Carocci e Petrai. All&#8217;indomani della Liberazione, la ravvivarono, rievocando, con le passate avventure, lo &#8220;spirito di corpo&#8221;.<br \/>\nIn quei giorni, i telefoni dei cronisti erano surriscaldati dall&#8217;eccitazione del rilancio della stampa libera e dal calore delle prime battaglie sindacali nelle redazioni. La guerra era appena passata. I giornali si vendevano a tre lire ed erano a due pagine, un solo foglio. Il Campidoglio aspettava il primo Sindaco. La nera registrava le avventure di Salvarezza, il gobbo del Quarticciolo, le sorprese annonarie del maggiore Fumanti, le retate di biscazzieri &#8220;volanti&#8221; del maresciallo Galano, e poi i delitti Michelletto, Zappal\u00e0, di piazza Vittorio, i processi Laffi, Roatta, Dostler. La questura di Roma \u00e8 sempre l\u00e0, in via di San Vitale, solo la sala cronisti \u00e8 scesa dal secondo al primo piano ed \u00e8 scomparsa il mattinale, dove si registravano le &#8220;notizie&#8221; con il linguaggio burocratico-poliziesco di allora. Anche i carabinieri sono sempre l\u00e0, nell&#8217;ex convento di piazza San Lorenzo in Lucina, prima come compagnia interna e oggi come comando provinciale di Roma. E l\u00e0 si sono fatti le ossa cronisti di razza come il &#8220;cronistissimo Tegamino&#8221;, Mario Mangano scomparso immaturamente, e poi, in ordine sparso, Ragusa, Tamburello, Franchini, Gangarossa, Sarti, Gregori, Barbicinti, Brenno, De Marchis, Buffa, Scaparro, Luisi, Procopio, Progni, Savioli, Gambino, Fondato, Puntieri, Antonelli, Pizzo, Bernardini, Svalduz, De Ruggeris, Del Bufalo, Boschero, Gallo, Ventriglia, Summonte, Frignani, Borghini, Rosselli, de Begnac. Ai quali, di tanto in tanto, si aggiungevano i cronisti di bianca, Della Riccia, Fano, Contri, Salvalaggio, Ezio Bartoloni&#8230;. Da quei tempi da pionieri, quando si faceva il giro degli ospedali e si correva sul posto dei fatti e dei misfatti con il taccuino in mano, restano inchiodati ai telefoni della sala cronisti con il fermo proposito di continuare ancora a lungo due principi della nera, Lanfranco D&#8217;Onofrio, del direttivo del SCR, e Giorgio Lascaraki.<br \/>\nI primi passi del nuovo sodalizio sono difficili in quel clima di ristrettezze del dopoguerra. Per stampare la carta intestata, l&#8217;amministratore Adriano Belli tira fuori i quattrini di tasca propria. L&#8217;Inpgi nega un prestito di 50mila lire (allora l&#8217;Istituto di previdenza concedeva prestiti ai giornalisti recuperando le lire sborsate direttamente dai contributi versati e se non venivano restituite tagliava proporzionalmente le pensioni). Il teatro Argentina non d\u00e0 la sala per una manifestazione in onore di Gioacchino Rossini nel centocinquantesimo anniversario della prima rappresentazione del \u0091Barbiere di Siviglia&#8217; (la lirica era stata uno dei campi di successo del SCR del primo Novecento). L&#8217;UNRRA, che sfamava gli italiani con i dollari degli americani del piano Marshall, risponde di no ad una richiesta di vestiti e di pacchi viveri per i cronisti disoccupati. Ignorata, come peraltro ancora oggi, una protesta del sindacato contro l&#8217;impiego di \u0091abusivi&#8217; nelle cronache dei giornali cittadini.<br \/>\nTuttavia si va avanti: Manlio Tamburello, con l&#8217;aiuto di Enzo Rossi, elabora lo statuto (i valori del sindacato di servizio sono stati tramandati nell&#8217;attuale carta costituzionale del SCR). La prima gestione si chiude con un attivo di centotrentamila novecentosei lire e quaranta centesimi, grazie alla riuscita di due manifestazione popolari: una allo Zoo per i bambini e l&#8217;altra per il ballo di mezza quaresima a palazzo Marignoli. Gli iscritti al sindacato non raggiungevano la cinquantina (oggi arrivano ai 400).<br \/>\nE&#8217; stato inevitabile che agli inizi della fase ricostituente, che, peraltro, si \u00e8 incrociata con il periodo di un&#8217;Italia con tanta voglia di rinascere ma di fatto ancora in pezzi dopo il conflitto mondiale, il Sindacato cronisti romani sub\u00ecsse l&#8217;influsso dei \u0091vecchi&#8217;, e lo spirito corporativo e le caratteristiche da opera pia che hanno caratterizzato il mondo dell&#8217;Italietta provinciale e contadina dei primi secoli secolo scorso.<br \/>\nMemorabile era stata durante la Grande Guerra del 1914\/18 la collaborazione con il \u0091Comitato romano per l&#8217;organizzazione civile&#8217;, realizzando, fra l&#8217;altro, concerti patriottici a Villa Borghese (10mila cantori delle scuole elementari, 50mila spettatori), e una serie di rappresentazioni operistiche nello scomparso teatro Costanzi. Nel 1914, quando si assunse l&#8217;ufficio stampa del \u0091Cinquantenario della Croce Rossa italiana&#8217;, si visse al Pincio un&#8217;altra storica stagione di concerti e di feste popolari.<br \/>\nIl Sindacato cronisti romani comincia nel 1947 a delineare la propria fisionomia pi\u00f9 singolare e che ancora oggi lo innerva nel sindacato dei giornalisti come una componente essenziale nella difesa e nell&#8217;affermazione del diritto-dovere di cronaca. Fanno ormai storia gli interventi del SCR presso le fonti di informazione contro le suggestioni a chiudere i rubinetti delle notizie e a interpretare i fatti a propria immagine e somiglianza con brutta resa per l&#8217;opinione pubblica. La sera del 14 maggio 1947 vanno a fuoco gli uffici della Minerva-Film in via Palestro. E&#8217; l&#8217;incendio pi\u00f9 spaventoso e luttuoso del dopoguerra: molti morti, moltissimi feriti, decine di milioni di danni. I cronisti sono tutti sul posto, ma la Celere li vuol cacciare via insieme con la folla dei curiosi. I cronisti si oppongono e la Celere manganella. Qualche collega rimane contuso. Il giorno dopo la protesta del SCR echeggia in Parlamento.<br \/>\nGugliemo Ceroni, gi\u00e0 consigliere durante la presidenza Durantini, nelle elezioni sociali del 2 giugno 1947 viene eletto presidente del Sindacato cronisti. Da allora, la fiducia dei colleghi lo conferma per diversi mandati, fino alla sua morte (caduto sul campo il 23 aprile 1958 come dopo di lui Procopio e Ragusa). Da quel giorno ad oggi la vita del SCR si \u00e8 radicata, irrobustita e arricchita di attivit\u00e0, di avvenimenti, di affermazioni, di successi. Da quel giorno, il sodalizio dei cronisti romani \u00e8 sempre stato presente in tutte le manifestazioni, le iniziative, le opere di interesse cittadino. E&#8217; sempre pi\u00f9, da allora, i cronisti sono stati vicini alla cittadinanza e la cittadinanza \u00e8 stata vicina ai suoi cronisti. Da allora, difatti, si \u00e8 operato ininterottamente per rafforzare e sviluppare il rapporto tra gli amministratori pubblici, giornalisti e cittadini, con impegni di carattere sociale, culturale e promozionale che hanno anche lo scopo di valorizzare l&#8217;immagine della capitale in Italia e all&#8217;estero. In molte delle iniziative, difatti, sono coinvolti anche i corrispondenti delle testate nazionali e l&#8217;Associazione della stampa estera in Italia. Nel 1991, nel varare lo Statuto capitolino, il Consiglio comunale di Roma ha premiato la continuit\u00e0 e lo spessore dell&#8217;impegno, riconoscendo all&#8217;unanimit\u00e0 il ruolo e la qualifica di \u0091naturale tramite&#8217; tra l&#8217;amministrazione e i cittadini. Lo Statuto e l&#8217;annesso regolamento sul diritto di accesso alle informazioni dei servizi comunali sono stati raccolti dal SCR in una pubblicazione distribuita gratuitamente alle forze pi\u00f9 rappresentative della citt\u00e0, e che ha rappresentato l&#8217;unica iniziativa di diffusione allargata della \u0091legge costitutiva&#8217; della comunit\u00e0 cittadina da parte di privati<br \/>\nE&#8217; stato il presidente .Ceroni, il primo capocronista (il Messaggero) entrato in Consiglio comunale con un plebiscito popolare di voti, a vincere per primo le diffidenze del Campidoglio nei confronti di un dialogo a tu per tu con il Sindacato cronisti romani. Nasce con lui l&#8217;esperienza, tuttora di successo, dei \u0091faccia a faccia&#8217; tra amministratori (Sindaco, assessori, presidenti delle aziende municipalizzate praticamente fino ai nostri giorni), forze sociali, politiche ed economiche, e cronisti su tutte le questioni legate agli alti e bassi della crescita della capitale, dalla borsa nera ai \u0091palazzinari&#8217;, dalla ricostruzione al boom economico, dalle massicce immigrazioni alle baraccopoli, dal traffico al commercio, dal degrado della periferia alle asfissie del centro storico ecc. Un lungo e consolidato confronto in presa diretta che ha segnato la storia e la cronaca della citt\u00e0 e che, in questi ultimi dieci anni con l&#8217;elezione diretta del Sindaco e dei presidenti della Provincia e della Regione, \u00e8 diventato uno degli eventi top alla vigilia delle elezioni amministrative. Nel 1993, il primo degli incontri con il SCR di tutti i candidati alla poltrona di primo cittadino (17 schierati nella sala della Protomoteca) venne preparato da un rapporto sullo stato della capitale realizzato attraverso una cavalcata-convegno a tutto campo con la citt\u00e0 e durato sette giornate.<br \/>\nLa conquista di un ruolo da protagonista nella formazione delle decisioni di interesse pubblico, \u00e8 il risultato non solo del quotidiano e incalzante lavoro della \u0091cronaca bianca&#8217; dei giornali romani con alla testa il nucleo dei cronisti capitolini (oggi capitanato dal decano Giuseppe Pullara, ieri da Franco Franchini), ma anche dell&#8217;impegno civile e professionale che il SCR, nel corso dei decenni, ha messo sul piatto della bilancia di un&#8217;informazione di servizio. In particolare, nel segno della parola ai fatti, sono state sfidate le amministrazioni pubbliche, nella duplice veste di responsabili del governo cittadino e di fonti di informazione, a parlar chiaro senza veli e senza reticenze. Alcuni dei moltissimi convegni promossi dai cronisti hanno lasciato un&#8217;impronta nei metodi di organizzazione dell&#8217;informazione di servizio: Roma e l&#8217;Anno Santo (1949); La situazione ospedaliera (1951); La legge speciale per Roma (1952); Le donne giurate (1952, allora senza voce nei giudizi di Assise); Le grandi opere per le Olimpiadi del \u009160 (1959); Codice della strada (1961); Commissione di studi sul traffico (1964); I trasporti nel Lazio (1968); Peso netto, qualit\u00e0 e prezzo (1982); Informazione e turismo (1984); L&#8217;uomo, il veicolo e la strada (1984); Processo al degrado del centro storico (1986); L&#8217;unificazione di Atac e Acotral (1989); Rapporto\/inchiesta sui cantieri dei Mondiali del &#8217;90 1989\/90); Libert\u00e0 di ciclomotore (1990); Arte e sport contro la violenza negli stadi (1990); Roma capitale d&#8217;Europa (1992); Costituzione Osservatorio sui cantieri FS Giubileo (1999).<br \/>\nPur rimanendo sempre centrale l&#8217;impegno sindacale a fianco dell&#8217;Associazione stampa romana e della Fnsi in difesa del contratto e delle rivendicazioni della categoria, le principali battaglie del SCR si sono concentrate sempre sul diritto-dovere di cronaca, sulla tutela del segreto professionale, sulla trasparenza e l&#8217;imparzialit\u00e0 delle fonti di informazione, sulla sceneggiata delle querele facili, e ai nostri giorni sulla denuncia degli abusi compiuti nel nome della privacy. Se l&#8217;associazione opera pia dei primi del Novecento e se il gruppo di specializzazione con connotati prevalentemente corporativi, sono diventati una punta di diamante del sindacato dei giornalisti, buona parte dei meriti va attribuita alla lungimiranza dei presidenti che si sono avvicendati nel tempo alla guida del Scr (prima a palazzo Marignoli, poi nella storica sede di via Frattina e oggi nel palazzo della Fnsi in Corso Vittorio). Dal suo posto di reg\u00eca nella sala stampa della questura (a San Vitale e in piazza Nicosia presso la Squadra mobile), Francesco Saverio Procopio (Messaggero), successore di Ceroni e presidente dal 1958 al 1965, \u00e8 stato l&#8217;anima dei cronisti di nera, valorizzando il mestiere del giornalista esposto nelle trincee dell&#8217;informazione colta dal vivo e fatta sul posto. Di ritorno da una delle sue lunghe notti di lavoro, mor\u00ec per un drammatico infortunio casalingo il 22 settembre 1965.<br \/>\nSandro Zapelloni, presidente dal 1965 al 1970, ha portato l&#8217;esperienza del giornalista che ha guidato le cronache delle maggiori testate della citt\u00e0, \u0091Il Messaggero e \u0091il Tempo&#8217;.<br \/>\nMarcello Lambertini, presidente dal 1970 al 1975, ha fatto la gavetta nelle redazioni, nelle questure e nei tribunali fino a diventare direttore de \u0091il Tempo&#8217;. Egli ha portato la voce dei cronisti in presa diretta con i questori e con i massimi responsabili del tribunale di Roma.<br \/>\nCronista e sindacalista di razza, poeta e scrittore, romanista di vocazione e artista della scienza culinaria, Vittorio Ragusa \u00e8 stato presidente dal 1975 fino alla sua morte avvenuta nell&#8217;agosto del 1988. Con lui, il Sindacato cronisti ha conosciuto il massimo rigoglio, rafforzandone la presenza sia a Roma sia in campo nazionale attraverso l&#8217;Unione nazionale dei cronisti italiani.<br \/>\nL&#8217;Unci \u00e8 nata nel maggio del 1955, raccogliendo e unificando le energie e le esperienze dei gruppi di cronisti moltiplicatisi in tutte le regioni d&#8217;Italia, conquistandosi nel tempo (oggi raggiunge i 1500 soci) il ruolo di principale gruppo di specializzazione in seno alla Fnsi e sfiorando l&#8217;obiettivo, negli ultimi congressi della Fnsi, di organismo sindacale di base alla pari dell&#8217;Usigrai. La prima pietra dell&#8217;organizzazione nazionale \u00e8 stata posta dal SCR che promosse nel gennaio 1952 il primo di una serie di convegni dei cronisti italiani che allora, tranne a Roma, non avevano il tetto dei gruppi regionali.<br \/>\nUna volta i cronisti costituivano le cenerentole delle redazioni, oggi si sono conquistati un posto al sole portando alla ribalta le questioni cruciali dell&#8217;identit\u00e0 del servizio di cronaca. I tempi sono profondamente cambiati rispetto a quelli che hanno vissuto altre generazioni di giornalisti con meno disponibilit\u00e0 tecnologiche, ma con maggiore spirito di intraprendenza e di iniziativa. Molti valorosi colleghi sono costretti ad arrampicarsi sugli specchi del gran vociare, e a spremere fino in fondo le risorse della propria esperienza e della propria professionalit\u00e0 per strappare mezze-notizie e brandelli di verit\u00e0, per raccogliere e interpretare il raccoglibile dai tam-tam delle conferenze-stampa, dalla ridda di dichiarazioni e controdichiarazioni, dalla sequela di smentite e contro smentite. Nell&#8217;ultimo mezzo secolo, mafia, camorra, criminalit\u00e0 organizzata, terrorismo hanno messo a dura prova il mestiere. Per di pi\u00f9, magistratura e forze dell&#8217;ordine hanno compiuto una mutazione a 360 gradi nella cultura delle relazioni pubbliche: ieri zitti e mosca sfidando l&#8217;abilit\u00e0 dei cacciatori di notizie, oggi arbitri dell&#8217;indotto dell&#8217;informazione grazie alla forza tecnologica dell&#8217;autarchia informatica. Contraddizioni epocali hanno pesato e continuano a pesare sulla coscienza professionale: sbattere o non sbattere il mostro in prima pagina? staccare o non staccare la spina? scrivere senza peli sulla lingua e dire pane al pane e vino al vino oppure correre dietro alla marmellata della comunicazione ufficiale? stare ai fatti o sub\u00ecre la generale suggestione alla virtualizzazione della realt\u00e0? cani da guardia dei poteri o cassa di risonanza? Questi e altri sono gli interrogativi in un Paese dove non esistono gli editori puri, dove si vende lo stesso numero di copie del 1938 (6milioni), dove il peso degli eventi \u00e8 regolato dagli umori delle tv e condizionato dalle forze della pubblicit\u00e0 e dello spettacolo, e dove i poteri economici e politici, fanno il bello e cattivo tempo nell&#8217;universo della comunicazione (cronaca compresa). Ci si chiede allora quanto contino i fatti, la qualit\u00e0 della notizia e la voce della critica.<br \/>\nLe attivit\u00e0 del Scr hanno sempre cercato di cavalcare i mutamenti senza andarne a rimorchio. Lo provano i contenuti delle manifestazioni e dei tanti convegni. Fra gli altri: La legge sulla stampa, diffamazione e rettifiche (1949, una legge nata gi\u00e0 vecchia, ndr); Silenzio stampa sui suicidi? (1949); Mostre di pittura \u0091Un fatto di cronaca (1955)&#8217;; La cronaca nella formazione del cittadino (1961)&#8217;; \u0091I cronisti e la legge (1978)&#8217;; \u0091Quale il cronista degli anni Ottanta? (1979)&#8217;; \u0091I cronisti e la legge in Italia e in Europa (1981)&#8217;; \u0091Seminario di informatica (1984)&#8217;; \u0091Concorso per una stele per le vittime del terrorismo (1984)&#8217;; \u0091La polizia, la cronaca e la gente (1986)&#8217;; \u0091Diventare giornalisti, una scuola a Roma (1989)&#8217;; \u0091Processo penale e informazione: nuovo codice, vecchi problemi (1989)&#8217;;\u0091Diritto-dovere di cronaca: l&#8217;opinione pubblica di fronte a chi sbatte il mostro in prima pagina e a chi stacca la spina (1990)&#8217;; \u0091Cronaca, giustizia e tangenti (1992)&#8217;; \u0091Informare o tacere? \u0091Cronaca, razzismo e violenza (1992)&#8217;; \u0091Trasparenza vo&#8217; cercando: l&#8217;applicazione delle leggi 142 e 141 (1992)&#8217;; Assemblea pubblica in piazza Montecitorio in difesa del diritto di cronaca e della libert\u00e0 di stampa minacciati dal progetto di legge liberticida Gargani (1993); \u0091Dalla propaganda all&#8217;informazione: Cronaca e Palazzo nello specchio della citt\u00e0 (1995); \u0091Cronaca giudiziaria tra politica, giustizia e servizio della verit\u00e0. Segreto sulle indagini: regola, eccezione o voglia di bavagli? (1996)&#8217;;\u0091Cronaca e privacy (1998)&#8217;; Marcia del diritto-dovere di cronaca sotto il Palazzo del Garante della privacy (1999).<br \/>\nIn tempi, recenti sono state lanciate una serie di campagne in difesa del diritto-dovere di cronaca. Da oltre dieci anni, le assemblee dei cronisti di giudiziaria e di nera dei quotidiani e delle radio-tv pubbliche e private esprimono, in base all&#8217;esperienza quotidiana, forti dubbi sulle garanzie di correttezza, imparzialit\u00e0, obiettivit\u00e0 e tempestivit\u00e0 di un&#8217;informazione filtrata attraverso le burocrazie delle procure e degli uffici stampa delle questure e dei carabinieri. Quante volte si costruiscono macroscopiche operazioni di polizia giudiziaria che, poi, per mancanza di prove certe, si sgonfiano nel nulla di fatto. Peraltro, con la cultura del giusto processo si dovr\u00e0 rispettare finalmente il codice di procedura penale che stabilisce che le prove si determinano in tribunale. I pericoli sempre pi\u00f9 consistenti della contraffazione delle notizie si coniugano con le vecchie tendenze antitrasparenza a imporre, ovunque possibile, il segreto di Stato, il segreto delle indagini, il segreto di ufficio (quasi sempre segreti di Pulcinella anacronistici e arbitrari), nonostante aperte contestazioni siano state fatte da autorevoli personalit\u00e0 (su tutte il presidente emerito della Corte costituzionale, Giovanni Conso), e nonostante la caduta di tanti feticci (caso Ustica).<br \/>\nEd ecco le campagne biennali del Sindacato cronisti romani. Campagna 1997\/1998 per l&#8217;affermazione del diritto-dovere di cronaca e dell&#8217;informazione di qualit\u00e0: convegni e assemblee nelle redazioni, presso il tribunale e la questura; appelli per la mobilitazione dell&#8217;opinione pubblica; incontri annuali Unci con il Capo dello Stato, il comitato di presidenza del CSM, l&#8217;associazione nazionale magistrati. Seconda campagna 1999\/2000: convegno alla Luiss su cronaca e fonti di informazione, convegno con la Fnsi e l&#8217;Unci, e con la partecipazione del Capo dello Stato, su libert\u00e0 di stampa e diritto di cronaca; incontri nelle scuole superiori sul giornalismo di cronaca oggi. Terza campagna 2000\/2003: incontri annuali Unci con il Capo dello Stato, con il presidente della Corte costituzionale, con il Capo della polizia, i prefetti e i questori di Roma, con l&#8217;Autorit\u00e0 per le garanzie della comunicazione al fine di costituire l&#8217;Osservatorio sulla correttezza delle fonti di informazione.<br \/>\nPerch\u00e8 un Osservatorio-organismo di garanzia sulla correttezza della comunicazione istituzionale e delle fonti ufficiali di informazione? In un clima di derugulation professionale, i poteri hanno le responsabilit\u00e0 maggiori non solo nell&#8217;inseguire i rapporti in presa diretta con l&#8217;opinione pubblica e nel cedere alla suggestione di sbarazzarsi della mediazione giornalistica; ma anche nel regolare i tasti della reg\u00eca della comunicazione istituzionale che, esercitando una delicata funzione pubblica, ha l&#8217;obbligo di rispettare i sacrostanti principi della neutralit\u00e0 e della trasparenza. Si spendono fior di quattrini per la comunicazione istituzionale e cresce la tentazione di scommettere sulle apparenze e sull&#8217;immagine delle cose piuttosto che sulla sostanza dei fatti, di addomesticare la stampa, di creare i mostri da sbattere in prima pagina. Chi controlla i controllori?<br \/>\nL&#8217;avvento dell&#8217;Osservatorio potrebbe rilanciare in orbita le proposte legislative per la difesa a spada tratta del segreto professionale (superando le contraddizioni e le riserve del Codice di procedura penale) e per codificare l&#8217;obbligo di rettifica contro le querele facili. All&#8217;esame della Camera figura un provvedimento che raccoglie lo spirito e la lettera di una proposta dell&#8217;Unci e del Scr. Un provvedimento che, se approvato, costituirebbe una concreta misura in difesa del segreto professionale contro tutti i pretesti per affossarlo. Si tratta di emendare l&#8217;art. 200 del Codice di procedura penale che, a differenza dei medici, degli avvocati e delle levatrici, dimezza con riserve mentali e giuridiche il segreto dei cronisti e offre alibi alle campagne intimidatorie come quella condotta da anni dalla Procura della Repubblica di Roma. E&#8217; un&#8217;occasione per stroncare, una volta per tutte, l&#8217;illegittima persecuzione giudiziaria nei confronti dei cronisti allo scopo di costringerli a tradire la coscienza professionale e a rivelare le fonti di informazioni con violenze da Stato di polizia (intercettazioni telefoniche, pesanti interrogatori, perquisizioni domiciliari, sequestro degli strumenti di lavoro, addebiti di reati con evidenti forzature dei codici). Cambiando registro all&#8217;art. 200, si offrirebbe oltretutto una sponda alla riforma della legge sull&#8217;Ordine dei giornalisti. Al progetto di riforma l&#8217;Unci e il Scr hanno dato il loro contributo di idee e di proposte, sostenendo, in particolare, il rilancio dei valori di un&#8217;autonomia alla CSM, dell&#8217;etica e della credibilit\u00e0 professionali in sintonia con gli indirizzi europei di libera informazione e di giornalismo senza frontiere. Viceversa, appare un&#8217;impresa ardua frenare la corsa alle querele facili, cio\u00e8 le cause per risarcimento danni strappate per i capelli, che rappresentano, purtroppo, una brutale arma di ricatto contro l&#8217;intraprendenza dei cronisti. Da due legislature, in Commissione giustizia alla Camera, si cuce e si scuce la tela di Penelope dei progetti legislativi di riforma del reato di diffamazione a mezzo stampa. In realt\u00e0 non c&#8217;\u00e8 alcuna voglia di cambiare le norme fasciste e liberticide del codice Rocco e di liberare il giornalista dalla spada di Damocle delle intimidazione giudiziarie e delle querele facili e milionarie.<br \/>\nContro i \u0091nemici storici&#8217; dei giornalisti, la disoccupazione, il lavoro sottopagato, le cause per risarcimento, il SCR insorge da sempre con la lotta e la solidariet\u00e0 sindacale, ma anche con forme di assistenza e di mutuo soccorso che si sono estese, quando \u00e8 stato possibile, anche alle necessit\u00e0 sociali della citt\u00e0. Dall&#8217;assegno di 300mila consegnato ai primi del 1948 al Sindaco a favore dei senza lavoro e dalla fondazione \u0091Anna Bracci&#8217; creata per assistere gli orfani, ai periodici aiuti ai colleghi bisognosi e al fondo di 15mila euro stanziati nel 2002 per sostenere le ragioni dei cronisti perseguitati. E nel tempo, hanno avuto larga eco la promozione del primo convegno nazionale per la lotta ai tumori e le annuali edizioni di \u0091Mille bambini a via Margutta&#8217; insieme con Piero Gabrielli e l&#8217;Anfas. Il fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;impegno solidaristico \u00e8 rappresentato dalla realizzazione del Villaggio dei cronisti sulla via Cassia, la cui prima pietra venne posta il 12 giugno 1949 (presenti il sindaco Rebecchini, il ministro dei lavori pubblici, Tupini, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Andreotti, socio onorario del SCR) e il primo lotto di villini assegnato nel 1953.<br \/>\nCon le tradizionali fonti di informazione (Comune, Provincia, Regione, Palazzo di giustizia, polizia, carabinieri) non ci sono state soltanto occasioni di scontro e di incomprensione, ma anche momenti di incontri ravvicinati in un clima di cordialit\u00e0 e di distensione. Ha fatto epoca l&#8217;annuale \u0091Festa del cronista con il riconoscimento agli amici della cronaca&#8217;, oggi trasformatosi nel concorso nazionale \u0091Premio del cronista&#8217; che si conclude con l&#8217;udienza al Quirinale. E accanto gli appuntamenti mondani dei \u0091Veglioni della stampa&#8217; e della \u0091Veglia delle violette&#8217;. e il famosissimo \u0091Carnevale del mare&#8217; a Ostia che, nel 1948, sfid\u00f2 Viareggio a colpi di decine di migliaia di partecipanti. Ai nostri giorni, si ricordano i tempi di \u0091guerra e pace&#8217; con il sindaco Rutelli, minacciato di querela dai cronisti dopo un suo pesante quanto precipitoso giudizio sul nostro conto, e rappacificatosi con la Canossa del convegno \u0091dalla propaganda all&#8217;informazione&#8217; del 1995.<br \/>\nAnche la valorizzazione della cultura e delle tradizioni popolari della citt\u00e0 ha figurato in cima ai pensieri del SCR. Memorabili le manifestazioni per la costituzione della fondazione Petrolini (1957), per il lancio dell studio Trilussa (1957) e per la rievocazione di Pascarella con la schioppettante partecipazione di Aldo Fabrizi. E ancora il convegno su \u0091I monumenti romani (1951)&#8217;, su \u0091Il romanesco a Roma (1984)&#8217;, nonch\u00e8 la serie di visite guidate alla scoperta di \u0091Roma nascosta&#8217; e dei \u0091grandi parchi promessi&#8217;, Appia Antica, Caffarella, Castelli.<br \/>\nUna parola a parte merita l&#8217;attivit\u00e0 editoriale del Sindacato cronisti romani. Spiccano i \u0091 Quarant&#8217;anni di cronaca di Roma&#8217; e il seguito \u0091Cinquant&#8217;anni di cronaca di Roma&#8217;: un&#8217;opera unica del suo generale, che racconta la storia della moderna citt\u00e0 con gli occhi e la penna del cronista, uno per ogni anno. Ogni anno va letteralmente a ruba \u0091l&#8217;Agenda del cronista&#8217;, una formula di guida informatutto che \u00e8 diventata indispensabile per chi ecc. E ogni anno, dal 1990, la prima copia \u00e8 destinata alla scrivania del Capo dello Stato.<br \/>\nDi recente, il SCR ha realizzato il primo censimento-monitoraggio dell&#8217;editoria giornalistica e della stampa locale (agenzie di stampa, quotidiani, periodici, radio, televisioni, online) del territorio metropolitano, colmando una storica lacuna di carattere conoscitivo e costruendo una banca dati senza precedenti. Ne \u00e8 nata l&#8217;originale &#8220;Guida della stampa di Roma e provincia&#8221;, che \u00e8 stata presentata il 7 maggio 2003 assieme alla Provincia di Roma che ha sostenuto il progetto e all&#8217;Ordine dei giornalisti del Lazio e all&#8217;Associazione stampa romana che l&#8217;hanno incoraggiato. Tradotto in cifre, il censimento ha registrato 1285 testate che producono informazione sia pure in forme, dimensioni e periodicit\u00e0 diverse: 94 agenzie di stampa, 41 quotidiani, 82 settimanali, 79 quindicinali, 505 mensili, 227 di varia periodicit\u00e0, 47 televisioni, 67 radio, 144 online.<br \/>\n&#8230;e la cronaca continua verso e oltre il nostro appuntamento centenario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1909, nasce il Sindacato cronisti romani all&#8217;insegna dello spirito di servizio per i colleghi e per la citt\u00e0 con la promozione di storiche manifestazioni: l&#8217;organizzazione del &#8220;Cinquantenario di Roma capitale&#8221; e delle prime esibizioni di aeromobili, la prima rassegna del &#8220;Melodramma muto &#8221; all&#8217;alba del cinema, la gestione dell&#8217;Esposizione etnografica&#8221; in piazza d&#8217;Armi, e il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-751","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-archivio-storico-scr"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/751","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=751"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/751\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":831,"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/751\/revisions\/831"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=751"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=751"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=751"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}