{"id":739,"date":"2004-08-03T00:00:00","date_gmt":"2004-08-02T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/2004\/08\/03\/il-bavaglio-ai-cronisti\/"},"modified":"2020-08-26T00:52:12","modified_gmt":"2020-08-25T22:52:12","slug":"il-bavaglio-ai-cronisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/2004\/08\/03\/il-bavaglio-ai-cronisti\/","title":{"rendered":"IL BAVAGLIO AI CRONISTI"},"content":{"rendered":"<div class='booster-block booster-read-block'>\n                <div class=\"twp-read-time\">\n                \t<i class=\"booster-icon twp-clock\"><\/i> <span>Read Time:<\/span>2 Minute, 19 Second                <\/div>\n\n            <\/div><p>Dietro le intimidazioni di certe Procure, dietro la pretesa della violazione del segreto d&#8217;ufficio, l&#8217;ex segreto istruttorio che dovrebbe essere concesso solo in casi eccezionali secondo le norme del nuovo codice di procedura penale, si nascondono ben altri intenti che nulla hanno a che vedere con la tutela delle indagini e dell&#8217;indagato. In realt\u00e0, si vuole scoraggiare il cronista a fare il suo mestiere di cacciatore di notizie; costringerlo a denunciare e svelare le sue fonti confidenziali di informazione (insomma di fare nome e cognome del magistrato che gli ha passato l&#8217;indiscrezione) facendolo rinunciare, con le buone o con le cattive, alla copertura del segreto professionale garantito dalla legge; spezzare i fili del rapporto fiduciario con le fonti, essenziale per un&#8217;informazione completa e corretta, e al cui rispetto si \u00e8 tenuti secondo la legge sull&#8217;Ordine professionale.<br \/>\nQuale il fine ultimo di questi sistematici, mirati, e ormai quasi quotidiani, attacchi (perquisizioni persino nelle case di vacanza, fermi di polizia, snervanti interrogatori, sequestro di taccuini, cd, archivi, telefonini ecc.)? Regolare il rubinetto dell&#8217;informazione ad arbitrio mediante la censura, le veline, il bavaglio, la minculpop. Magistratura e politica sembrano ai ferri corti su tutto, ma nei fatti sono alleate quando si tratta di legare le mani alla stampa e di spillare facili quattrini con le quereli facili (singolarmente le cause di risarcimento marciano rapide per i magistrati querelanti). In Parlamento \u00e8 arrivato un ddl dell&#8217;on. Mario Landolfi di AN che propone l&#8217;introduzione dell&#8217;ufficio stampa nelle Procure. Bene, direte voi! S\u00ec, ma prevede anche che il giornalista, il quale, invece di pubblicare tale e quale il comunicato-velina, faccia di testa sua, incorra addirittura nei rigori della legge. E c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9! Da due legislature in commissione giustizia alla Camera, si cuce e si scuce la tela di Penelope della riforma del reato di diffamazione. In realt\u00e0, non c&#8217;\u00e8 alcuna voglia di fare sul serio, perch\u00e9 si dovrebbe rinunciare alle querele facili bloccandole con la rettifica obbligatoria e in evidenza, e perch\u00e9 si cambierebbe l&#8217;art. 200 del codice penale sul segreto professionale. Una norma ereditata dal regime fascista (codice Rocco) che riconosce a tutto tondo il segreto degli avvocati, dei medici e delle levatrici, e condiziona, soltanto quello dei cronisti!, ai capricci del giudice.<br \/>\nProbabilmente \u00e8 colpa nostra se, a cominciare dall&#8217;Ordine e dalla Federazione della stampa, non riusciamo a farci prendere sul serio dal Palazzo. In questi giorni, l&#8217;Unione nazionale cronisti italiani si \u00e8 appellata, per l&#8217;ennesima volta e invano, al Consiglio superiore della magistratura &#8220;giustamente sempre sensibile e reattivo nei confronti dell&#8217;invadenza della sfera politica &#8211; come \u00e8 stato scritto nel comunicato inviato anche al Capo dello Stato nella sua veste di presidente del CSM &#8211; e viceversa sistematicamente sordo quando tra le sue file certa magistratura mette in gioco la libert\u00e0 di stampa con comportamenti ingiustificabili&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dietro le intimidazioni di certe Procure, dietro la pretesa della violazione del segreto d&#8217;ufficio, l&#8217;ex segreto istruttorio che dovrebbe essere concesso solo in casi eccezionali secondo le norme del nuovo codice di procedura penale, si nascondono ben altri intenti che nulla hanno a che vedere con la tutela delle indagini e dell&#8217;indagato. 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