{"id":113,"date":"2019-03-25T21:02:59","date_gmt":"2019-03-25T20:02:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/2019\/03\/25\/la-rottamazione-dei-pini-centenari-di-roma\/"},"modified":"2020-08-20T23:37:52","modified_gmt":"2020-08-20T21:37:52","slug":"la-rottamazione-dei-pini-centenari-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/2019\/03\/25\/la-rottamazione-dei-pini-centenari-di-roma\/","title":{"rendered":"La rottamazione dei pini centenari di Roma"},"content":{"rendered":"<div class='booster-block booster-read-block'>\n                <div class=\"twp-read-time\">\n                \t<i class=\"booster-icon twp-clock\"><\/i> <span>Read Time:<\/span>3 Minute, 42 Second                <\/div>\n\n            <\/div><p>Sta morendo per soffocamento da incuria, ignoranza, incivilta\u0300 la storica mitica Roma dei pini immortalata nelle stampe del Pinelli, negli acquerelli dei pittori inglesi dell\u2019Ottocento e di Roesler Franz, nel poema sinfonico di Ottorino Respighi, nei film di Federico Fellini e di Paolo Sorrentino.<br \/>\nAnche se hanno una certa eta\u0300 meriterebbero una fine piu\u0300 gloriosa magari nel segno del ricambio generazionale e non condannati a morte perche\u0301 vecchi e malandati e con colpe altrui sulla coscienza come quella di precipitare sulla testa dei romani, seminando morte, feriti, distruzioni d\u2019auto e tanta paura. Simbolo e identita\u0300 della romanita\u0300, quegli ombrelli sempre verdi hanno raggiunto nei secoli record di altezza (30 metri), di resistenza e di durata, dominando il panorama urbano dal centro alle campagne. Ma oggi anche per loro sono cambiate le condizioni di vita e non godono piu\u0300 dell\u2019amore e delle cure dei tempi andati dell\u2019Urbe quando l\u2019immensa metropoli era di la\u0300 da venire, e il servizio comunale dei giardini, ideato da Papa Pio IX due secoli fa, era il fiore all\u2019occhiello di Roma.<\/p>\n<p>In tutta la citta\u0300, ville storiche, parchi, giardini, strade, vie consolari, se ne conterebbero intorno ai 120mila su una popolazione arborea di 314.500, primeggiando su platani e querce. Con un territorio di 41.500 ettari di vegetazione, il verde di Roma supera la concorrenza delle altri capitali europee che, pero\u0300, vantano un patrimonio naturalistico meglio custodito e conservato. In condizioni ideali di salute e di ambiente, senza mutilazioni di radici e di morsa di asfalto, il pino domestico puo\u0300 campare 200\/250 anni.<br \/>\nIn un lungo post pubblicato su Facebook a fine febbraio, la sindaca Virginia Raggi si e\u0300 inalberata di fronte ai crolli in serie di piante, tronchi e rami che hanno obbligato il Comune impotente contro tanta furia a chiudere per giorni parchi e cimiteri. La sindaca ha annunciato a muso duro una radicale azione di\u0300 sterminio dei pini, e si e\u0300 appellata al Governo per avere soldi e mezzi per scatenare la guerra di distruzione. \u201cBisogna avere il coraggio di dire che serve un\u2019azione straordinaria: un\u2019azione che, inevitabilmente, cambiera\u0300 il paesaggio di Roma. I pini secolari fanno parte del panorama di Roma ma cosi\u0300 non si puo\u0300 andare avanti\u201d. Per la prima cittadini non c\u2019e\u0300 altro rimedio, non basta piu\u0300 la manutenzione, vanno abbattuti perche\u0301 sono vecchi e pieni di acciacchi e malattie, precisando: \u201cMolti degli esemplari caduti hanno circa 90 anni: sono stati piantati durante il regime fascista e ora sono giunti al termine della loro esistenza\u201d. Negli ultimi due anni, il Comune ha condotto un monitoraggio sullo stato di 82 mila alberi, buttandone giu\u0300 oltre 2.000 e segnando i tronchi con una croce le migliaia di pericolanti da sradicare o mettere in sicurezza con urgenza. Ma ha le mani legate perche\u0301 le casse municipali sono vuote, e per ora non resta ai passanti che passare alla larga dalle zone pericolose.<\/p>\n<p><strong>GIARDINIERI CERCASI<\/strong> &#8211; A Roma c\u2019e\u0300 un giardiniere ogni 2mila alberi e a ogni raffica di vento si rischia la tragedia e si chiudono in fretta e furia e a tempo indeterminato parchi, ville storiche, cimiteri. Il servizio giardini del Comune di Roma, nato nel 1926 e un tempo orgoglio della capitale con scuola d\u2019avanguardia in Europa, e\u0300 diventato l\u2019ombra di se stesso ridotto a 180 giardinieri specializzati che dovrebbero curare e potare 315mila alberi in un territorio immenso da manutenere. Per decenni, la scuola ha organizzato corsi di 4 anni al termine dei quali gli allievi idonei, che avevano ricevuto un\u2019adeguata preparazione tecnica, venivano assunti direttamente dal Campidoglio. Dalla meta\u0300 degli anni \u201870, a causa delle nuove norme sulla pubblica amministrazione, non e\u0300 stata piu\u0300 possibile l\u2019assunzione diretta e cosi\u0300 sono diventati obbligatori i concorsi pubblici, e da allora la scuola ha perso valori, compiti e allievi. Negli anni \u201880 ne erano in organico 1500, gia\u0300 allora insufficienti rispetto a una pianta organica di 2500. Oggi l\u2019impegno di manutenzione e\u0300 diventato sovraumano e mal compensato, e malridotto a disservizi appaltati sottocosto e con personale poco preparato. Le ditte appaltatrici, purtroppo, non sono all\u2019altezza della situazione, anzi alcune di esse sono finite nelle cronache giudiziarie ai tempi di mafia capitale.<br \/>\nE, intanto, con il nuovo libro dei sogni del regolamento comunale del verde, lo storico servizio giardini ha perso oltre energie e risorse anche l\u2019identita\u0300, ribattezzato anonimamente area tecnica del dipartimento tutela ambientale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sta morendo per soffocamento da incuria, ignoranza, incivilta\u0300 la storica mitica Roma dei pini immortalata nelle stampe del Pinelli, negli acquerelli dei pittori inglesi dell\u2019Ottocento e di Roesler Franz, nel poema sinfonico di Ottorino Respighi, nei film di Federico Fellini e di Paolo Sorrentino. Anche se hanno una certa eta\u0300 meriterebbero una fine piu\u0300 gloriosa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-113","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronistaromano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/113","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=113"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/113\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":470,"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/113\/revisions\/470"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=113"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=113"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=113"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}