{"id":10,"date":"2018-11-01T23:06:55","date_gmt":"2018-11-01T22:06:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/2018\/11\/01\/cosi-l-ordine-rischia-di-farsi-abolire\/"},"modified":"2020-08-21T15:22:55","modified_gmt":"2020-08-21T13:22:55","slug":"cosi-l-ordine-rischia-di-farsi-abolire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sindacatocronisti.it\/wordpress\/2018\/11\/01\/cosi-l-ordine-rischia-di-farsi-abolire\/","title":{"rendered":"Cos\u00ec l&#8217;Ordine rischia di farsi abolire"},"content":{"rendered":"<div class='booster-block booster-read-block'>\n                <div class=\"twp-read-time\">\n                \t<i class=\"booster-icon twp-clock\"><\/i> <span>Read Time:<\/span>4 Minute, 25 Second                <\/div>\n\n            <\/div><p><strong>di Carlo Felice Corsetti<\/strong><\/p>\n<p><em>La Riforma: dietro\u00a0le &#8220;linee guida&#8221; la tentazione di estinguere i pubblicisti<\/em><\/p>\n<p>Non ci sono ancora certezze sulla morte di Viktoria Marinova, la giornalista aggredita e uccisa nei giorni scorsi alla periferia di Russe, nel nord della Bulgaria. Si crede che sia stata aggredita per circostanze casuali e che non avrebbero a che fare con il suo lavoro. Si crede, ma non si sa. Non ci sono dubbi invece sulle cause della morte, un anno fa, della giornalista e blogger maltese Daphne Caruana Galizia.<\/p>\n<p>Una bomba fece esplodere la sua auto mentre lei era a bordo, a Bidnija, nell&#8217;isola di Malta. Daphne Caruana Galizia stava indagando su fatti di corruzione, era una &#8220;cronista scomoda&#8221;, ed \u00e8 inevitabile pensare che sia stata uccisa a causa della sua inchiesta. In Ungheria \u00e8 lo Stato a fare la guerra ai giornalisti, con nuove leggi e limitazioni.<\/p>\n<p>Fuori dall&#8217;Europa, l&#8217;omicidio del giornalista di Riad\u00a0Jamal Khashoggi, inviso dal regime del suo Paese, e che si sospetta sia stato ucciso e fatto a pezzi all&#8217;interno della sede diplomatica dell&#8217;Arabia Saudita in Turchia, conferma la necessit\u00e0 che ai cronisti, in tutto il mondo, vengano riconosciute tutele e non &#8211; piuttosto &#8211; vengano tolti diritti. In Europa in effetti\u00a0c&#8217;\u00e8 un dibattito aperto su come certificare e difendere la buona informazione,\u00a0mentre in Italia si parla di abolizione dell&#8217;Ordine dei giornalisti da parte di chi non ne riconosce il ruolo di tutela e di garanzia e sostiene che una legge europea dia pi\u00f9 affidabilit\u00e0.\u00a0Riferimenti frequenti all&#8217;abolizione dell&#8217;Ordine li fa Vito Crimi, a Palazzo Chigi in quota Cinque Stelle come sottosegretario con delega all&#8217;Editoria.<\/p>\n<p>Nel cosiddetto &#8220;contratto di governo&#8221; tra le due formazioni che hanno portato Giuseppe Conte a Palazzo Chigi l&#8217;abolizione dell&#8217;Ordine per\u00f2 non \u00e8 prevista, e questo dovrebbe bastare a rendere pi\u00f9 sereno il confronto tra la categoria e l&#8217;inedito esecutivo. Ma, all&#8217;improvviso, anticipato da un dibattito parziale e frettoloso, il Consiglio nazionale dell&#8217;Ordine dei giornalisti ha approvato un testo-proposta di riforma che non sembra portare alcun contributo alla difesa della libert\u00e0 e della qualit\u00e0 dell&#8217;informazione, ma sembra anzi suggerire buoni argomenti a chi l&#8217;Ordine vorrebbe abolirlo.<\/p>\n<p>Si tratta di un generico progetto, nascosto dietro l&#8217;asetticit\u00e0 apparente di una definizione vaga (&#8220;linee guida&#8221;) ma che ha il valore di proposta al Parlamento come documento di riferimento della categoria e che quindi ne dovrebbe interpretare e difendere al meglio necessit\u00e0 e prerogative.<\/p>\n<p>Una proposta imbarazzante, perch\u00e9 tutto quello che ci si dovrebbe aspettare, e cio\u00e8 una difesa del diritto-dovere dei giornalisti d&#8217;informare, e di conseguenza dei cittadini di conoscere, \u00e8 tradito da un assetto proposto che &#8211; se approvato &#8211; sar\u00e0 la fine della informazione libera e di qualit\u00e0. Un grimaldello per consegnare i giornalisti a un gruppo di colleghi (i vertici dell&#8217;Ordine) che decider\u00e0 tutto, dalla formazione all&#8217;accesso, affidato &#8211; dopo una laurea obbligatoria &#8211; alle scuole gestite dal sistema. Il praticantato nelle redazioni non sar\u00e0 pi\u00f9 possibile.<\/p>\n<p>I giornalisti, secondo questo disegno, saranno selezionati per censo: solo genitori benestanti potranno permettersi un figlio cronista da mantenere agli studi, magari lontano da casa, e che dovr\u00e0 fare una specializzazione oltre la laurea per accedere a \u00a0un lavoro che &#8211; nelle condizioni attuali di mercato &#8211; \u00e8 molto spesso retribuito meno di quello che il governo propone come reddito di cittadinanza.<\/p>\n<p>Accanto a questo,\u00a0c&#8217;\u00e8 la contemporanea dismissione della figura del pubblicista, destinata dalle &#8220;linee guida&#8221; votate e a approvate dal Cnog, Consiglio nazionale dell&#8217;Ordine dei giornalisti, ad estinguersi: anche se i destini di questa parte di giornalisti, che poi \u00e8 la stragrande maggioranza, sono affidati a una decisione futura dello stesso Cnog, che proprio perch\u00e9 non indicata con chiarezza rende tutto pi\u00f9 preoccupante a approssimativo.<\/p>\n<p>Sono le due facce dello stesso progetto: da un lato futuri giornalisti ai quali si chieder\u00e0 una specifica formazione universitaria, che dovranno investire anni di studio per ottenere un lavoro che sar\u00e0 pagato in modo estremamente pi\u00f9 modesto di qualsiasi altra professione. Dall&#8217;altro lato la figura del pubblicista, che ora rappresenta pi\u00f9 o meno tre giornalisti su quattro, viene accantonata e liquidata come un residuo del passato, \u00a0e sottomessa a pretese che &#8211; dietro l&#8217;alibi della formazione pi\u00f9 avanzata &#8211; sono fuori dalla realt\u00e0. Tutto questo mentre interi giornali sopravvivono proprio per il lavoro quasi esclusivo nell&#8217;attivit\u00e0 di scrittura e racconto delle notizie dei pubblicisti. Si pensi, ad esempio, alla realt\u00e0 della stampa locale. Chi riempir\u00e0 le colonne vuote? I giornalisti sul campo o gli impiegati &#8211; loro malgrado &#8211; della scrivania?<\/p>\n<p>I professionisti preparati dalle scuole e finiti in redazione senza passare da quella scuola che \u00e8 la strada, senza conoscere il contatto con le fonti, senza vivere il rapporto diretto con i protagonisti di qualsiasi cosa sia una notizia, saranno i primi ad essere inadatti e costretti a un passo indietro. Ma questo \u00e8 un male per tutti, a cominciare dai cittadini, ai quali si dovrebbe garantire un&#8217;informazione corretta, completa, fatta di pi\u00f9 voci. Il mondo dei pubblicisti, poi, rappresenta una doppia risorsa. Quella composta dai tanti cronisti che &#8211; spesso anche in forma esclusiva &#8211; portano notizie, inchieste, approfondimenti. E quella composta dai colleghi che hanno un altro lavoro principale, come il medico o l&#8217;architetto (ma che possono anche non essere laureati e non per questo inadatti al racconto della realt\u00e0) e che al mondo dell&#8217;informazione danno il contributo di una competenza specifica che diventa &#8211; da giornalisti &#8211; informazione e conoscenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Carlo Felice Corsetti La Riforma: dietro\u00a0le &#8220;linee guida&#8221; la tentazione di estinguere i pubblicisti Non ci sono ancora certezze sulla morte di Viktoria Marinova, la giornalista aggredita e uccisa nei giorni scorsi alla periferia di Russe, nel nord della Bulgaria. 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