Addio a Francesco Tamburro
il gigante della Giudiziaria

Francesco Tamburro (ANSA) Francesco Tamburro era un gigante buono. Gigante non solo per la sua stazza fisica, ma grande uomo e grande giornalista. Chi lo ha conosciuto e ha lavorato al suo fianco non lo ha mai visto abbattuto. Lo sconforto non gli apparteneva, neanche quando capitava che perdesse la sua squadra del cuore, la Lazio. L'ironia era il suo pane quotidiano e stargli accanto contribuiva a superare le fatiche di una professione fatta da infinite attese, porte in faccia e suole da consumare.
Francesco lascia davvero un grande vuoto. La sua correttezza nella professione giornalistica, e in particolare nella cronaca giudiziaria, è riconosciuta da tutti: magistrati, avvocati, forze dell'ordine e soprattutto colleghi ai quali non ha mai fatto mancare il suo sostegno e i preziosi consigli. Anche negli ultimi anni con il dilagare del precariato fra le nuove generazioni di cronisti Francesco ha, sempre, dato loro appoggio incitando ad andare avanti sempre con più tenacia e coraggio.
Francesco ha saputo raccontare le delicate inchieste giudiziarie della Procura di Roma sempre nel massimo rispetto di tutte le parti coinvolte aldilà delle ordinanze e delle delle sentenze. Aveva iniziato a lavorare giovanissimo, dopo la laurea in Scienze Politiche a La Sapienza. Il primo incarico per l'Ansa lo ha svolto nella redazione di Genova occupandosi un po' di tutto, come avviene nelle sedi regionali. Poi il trasferimento a Roma, nella sede di via della Dataria, nella redazione Interni dove ha lavorato per un altro breve periodo fino all'incarico di cronista di giudiziaria per l'Ansa dalla sala stampa di piazzale Clodio. Erano gli anni in cui il Tribunale di Roma era conosciuto con il soprannome di "Porto delle Nebbie" e dove si apprestava ad abbattersi il ciclone che, partito da Milano, avrebbe poi fatto crollare la Prima Repubblica. Francesco Tamburro ha raccontato da subito delicate come quelle sulla strage di Ustica, sul sequestro e l'Uccisione di Aldo Moro, sulle tangenti Imi-Sir. Poi ancora i grandi gialli come quello di via Poma, dell'Olgiata, il delitto del l'armadio di Montesacro e di Marta Russo nei vialetti de La Sapienza. Le inchieste sulle nuove Brigate Rosse e dell'uccisione del giuslavorista Massimo D'Antona, e inchieste internazionali come la morte di Nicolò Calipari nel corso della liberazione di Luciana Sgrena, il sequestro delle due Simone, il caso dei due Marò, le ndagine sulla morte di Ilaria Alpi e, ad ultimo, l'inchiesta sull'uccisione di Giulio Regeni in Egitto.
Francesco Tamburro, 55 anni, lascia la moglie Sabina e i figli Alessio e Alessandra. I funerali si svolgeranno sabato 30 dicembre alle ore 14.30 nella Chiesa di Santa Silvia in viale Giuseppe Sirtori 2 nel quartiere Portuense.
Sindacato cronisti romani (29/12/2017)


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