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Premi

Premio internazionale di giornalismo Maria Grazia Cutuli
Undicesima edizione – anno 2015

Rukmini Maria Callimachi, Francesca Paci e Alessio Mamo sono i tre giornalisti vincitori quest’anno del Premio assegnato dalla Fondazione Cutuli Onlus. La cerimonia di consegna del Premio si svolgerà sabato 21 novembre 2015 alle 18,30 nel Teatro Eliseo di Santa Venerina (Catania). In mattinata, nell’Aula Magna dell’Università di Catania, si terrà la lectio magistralis dei tre premiati.

Rukmini Maria Callimachi è una corrispondente estera del New York Times dal 2014, si occupa di estremismo islamico. Tra i suoi articoli recenti: “Isis and the lonely young American” (luglio 2015), “Isis enshrines a theology of rape” (agosto 2015). Nata nel 1973 a Bucarest, ha lasciato la Romania comunista a cinque anni con la madre e la nonna, ha studiato in America. Ha iniziato come freelance dall’India per Time Magazine nel 2001. Poi ha lavorato per dieci anni per l’Associated Press, è stata il capo del West Africa Bureau con sede in Senegal e responsabile per 20 Paesi. La sua serie “The Al Qaeda Papers”, basata su documenti trovati in un ex quartier generale in Mali, ha raccontato il complesso sistema di finanziamento dell’organizzazione. È stata per due volte finalista del Pulitzer. Tra i premi ottenuti: Michael Kelly Award, Hal Boyle Award, Bob Considine Award. Per la serie di articoli “Underwriting Jihad” (sui riscatti pagati dai governi europei per gli ostaggi di Al Qaeda) ha vinto il George Polk Award. Scrive anche poesie.

Francesca Paci è nata nel 1971. Giornalista de La Stampa, è stata corrispondente da Gerusalemme e da Londra. Esperta di Medioriente, regione da cui ha seguito gli sviluppi delle primavere arabe, ha scritto “L’islam sotto casa” (Marsilio 2004), “Islam e violenza” (Laterza 2006), “Dove muoiono i cristiani” (Mondadori 2011), “Se chiudo gli occhi muoio” (Edizioni La Stampa 2015). Nel 2007 ha condotto la trasmissione tv Nirvana, in onda su La7. Ha vinto il Premio giornalistico Luchetta, il Premiolino Giovani e il Premio Colombe d’Oro per la Pace.

Alessio Mamo è un fotografo siciliano nato a Catania. Dopo gli studi in Chimica, nel 2007 si diploma al corso di fotografia dell’Istituto Europeo di Design di Roma. Nel 2008 inizia la sua carriera di fotogiornalismo seguendo tematiche sociali, politiche ed economiche. Ultimamente i suoi lavori lo hanno portato in Nepal a raccontare il disastro naturale del recente terremoto, e in Medio Oriente, così come nei Balcani, a documentare l’esodo dei rifugiati siriani. Le sue fotografie sono state pubblicate dalle maggiori testate nazionali e internazionali come Time, Newsweek, National Geographic, L’Espresso, Der Spiegel e The Guardian. Il suo lavoro è rappresentato in tutto il mondo dall’agenzia fotografica statunitense Redux Pictures.

La Fondazione Cutuli Onlus è stata costituita nel marzo del 2008 a Catania, città d’origine della giornalista tragicamente scomparsa nel 2001. La Fondazione ha tra i suoi scopi statutari la promozione e il sostegno di progetti nel campo dell’istruzione e della formazione della professione del giornalismo, con l’obiettivo di favorire la lettura della stampa e dei quotidiani on-line, di promuovere la cultura giornalistica tramite lo studio della storia dei giornali e dei loro protagonisti, di stimolare la ricerca e il conseguimento di un’effettiva libertà di stampa e della completezza dell’informazione, di aiutare i giovani che vogliano intraprendere la professione giornalistica, di aiutare le donne che incontrino difficoltà nell’accesso o nello svolgimento di questa professione, e di creare le condizioni per una maggiore sicurezza dei giornalisti e degli operatori della comunicazione che svolgano la loro attività in zone di guerra o di guerriglia, in aree instabili politicamente, o sottoposte ad attacchi terroristici, in territori colpiti da gravi calamità naturali.

In questo spirito, i Fondatori Promotori della Fondazione Cutuli Onlus – e in particolare RCS MediaGroup, il Comune di Roma, la Fnsi e l’Ordine dei Giornalisti – hanno promosso e sostenuto con determinazione il progetto di un corso di perfezionamento post-universitario per inviati in aree di crisi da intitolare a Maria Grazia Cutuli. Il progetto è stato subito accolto e fatto proprio dal Rettore dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata, prof. Renato Lauro, che ne ha affidato l’organizzazione e la gestione al prof. Alessandro Ferrara, con la collaborazione dell’ufficio stampa.

A partire dal 2009 la Fondazione si è impegnata nel campo degli aiuti umanitari per la ricostruzione di aree di crisi con il progetto di una scuola elementare a Herat in Afghanistan, inaugurata il 4 aprile 2011. La scuola funziona a pieno ritmo ospitando tre turni di lezioni giornaliere per un bacino di utenza di circa 600 bambine e bambini.

Nel mese di gennaio 2012 la Fondazione ha inviato alla scuola 50 computer, offerti dal Corriere della Sera, grazie anche alla collaborazione di Hawca, una ong di donne afghane, che ha provveduto all’adeguamento dei software per l’uso locale e al trasporto dei computer nella scuola. Inoltre, la comunità del villaggio, che aveva fortemente voluto questo progetto, si è occupata di implementare le colture degli orti dedicati alla didattica. Il progetto della scuola, redatto da un gruppo di architetti coordinati dalla Fondazione, è stato presentato, nel corso del 2011, alla Biennale di Architettura a Venezia e al Nai di Rotterdam, l’Istituto Nazionale di Architettura; la rivista Abitare gli ha dedicato l’articolo di copertina ed è stato pubblicato anche a Londra su Architectural Rewiev.

Nel corso del 2012 sono arrivati anche altri riconoscimenti per la qualità di questa realizzazione, citata anche dall’arch. Fuksas su L’Espresso come il primo esperimento di un’architettura di qualità in Afghanistan: la scuola è stata selezionata dalla Triennale di Architettura a Milano tra i finalisti per la Medaglia d’oro dell’architettura e le è stata assegnata la menzione speciale dello Zumtobel Group Award – Innovations for Sustainability and Humanity in the Built Environment. Nel 2013 a scuola è stata selezionata tra i venti finalisti dell’Aga Khan Award for Architecture, forse il più prestigioso premio internazionale dedicato a “progetti che abbiano un impatto positivo sulla qualità della vita delle comunità interessate”. Il 10 di ottobre di quest’anno la Scuola è entrata a far parte della collezione permanente di architettura contemporanea al Maxxi di Roma e il 16 dello stesso mese a Istanbul si è aggiudicata il terzo posto del prestigioso Asia Architecture Award.

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